Petizione dei Diritti (1628) Stampa

Nel 1628 il Parlamento Inglese mandò questa enunciazione di libertà civili al Re Carlo I.

La prossima pietra miliare registrata nel corso dell’evoluzione dei diritti umani fu la Petizione dei Diritti, creata nel 1628 dal Parlamento Inglese e inviata a Carlo I, come dichiarazione delle libertà civili. Il rifiuto da parte del Parlamento di finanziare l’impopolare politica estera del re aveva fatto sì che il suo governo esigesse prestiti forzati e alloggiasse le truppe nelle case dei sudditi, come misura economica. L’arresto e l’imprigionamento arbitrari di coloro che si opponevano a queste direttive avevano prodotto nel Parlamento una violenta ostilità nei confronti di Carlo e di George Villiers, il duca di Buckingham.

La Petizione dei Diritti, promossa da Sir Edward Coke, si basava su leggi e statuti precedenti, ed asseriva quattro principi: (1) Nessuna tassa poteva essere imposta senza il consenso del Parlamento, (2) Nessuno poteva essere imprigionato senza una prova (una riaffermazione del diritto noto come “habeas corpus”), (3) Nessun soldato poteva essere alloggiato dalla cittadinanza e (4) La legge marziale non poteva essere usata in tempo di pace.